Data: 6 Marzo 2026 | Autore: Giorgio Bellucci, Esperto di Cultura e Tradizioni Italiane del Gioco
Perché questa pagina è cambiata. Prometteva «storie segrete» e ne raccontava quattro che non reggono a un controllo. Una di esse collegava una casa da gioco italiana, nominata e tuttora attiva, alla criminalità organizzata senza una sola fonte: era un’accusa, non una storia, e l’abbiamo rimossa senza ripeterne i dettagli. Che Wagner abbia composto il Tristano e Isotta «tra quelle mura» è sbagliato per luogo e per data. Che re Carlo Alberto abbia perso una fortuna al Casinò di Campione è impossibile: Carlo Alberto morì nel 1849 e quella casa da gioco aprì nel 1917. E il «fantasma del Ridotto» è folklore, non un fatto. Quello che segue è la storia che si può documentare, ed è più interessante.
1638: lo Stato apre una sala da gioco e la chiude lui stesso
Nel 1638 la Repubblica di Venezia autorizzò il Ridotto, una sala da gioco pubblica nel Palazzo Dandolo, nella parrocchia di San Moisè. L’idea era di controllare ciò che già accadeva nelle case private durante il Carnevale: si entrava in maschera e con l’abito richiesto, e proprio la maschera permetteva a nobili e popolani di sedersi allo stesso tavolo.
La parte che quasi nessuno racconta è la fine. Nel 1774 il Maggior Consiglio votò la chiusura del Ridotto, e la motivazione non era astratta: troppe famiglie patrizie si erano rovinate al tavolo. Lo Stato che aveva aperto la prima sala pubblica d’Europa la chiuse centotrentasei anni dopo, per ragioni di bilancio dei suoi stessi aristocratici. È una storia più istruttiva di qualunque leggenda sui fantasmi.
Wagner a Venezia: la versione corretta
Il legame fra Wagner e Venezia è reale, ma non è quello che si legge in giro. Il compositore lavorò al secondo atto del Tristano e Isotta durante un soggiorno veneziano fra il 1858 e il 1859, e non lo fece in una casa da gioco. Molti anni dopo, nell’autunno del 1882, si trasferì con la famiglia in un’ala di Ca’ Vendramin Calergi, il palazzo sul Canal Grande dove morì il 13 febbraio 1883. Quel palazzo ospita oggi il Casinò di Venezia, e l’appartamento di Wagner è visitabile su prenotazione come museo. Il fatto verificabile è questo: non un aneddoto di composizione al tavolo verde, ma un indirizzo che si può ancora citofonare.
Le quattro case da gioco italiane, con le loro date
In Italia le case da gioco legali sono quattro, e ciascuna ha una data che si controlla in un minuto. Sanremo aprì nel 1905, in un edificio in stile Liberty progettato da Eugenio Ferret, con una sala teatrale annessa. Campione d’Italia, enclave italiana in territorio svizzero, aprì la sua casa da gioco nel 1917, in un contesto bellico molto preciso: raccogliere informazioni dai diplomatici stranieri in Svizzera. Saint-Vincent, in Valle d’Aosta, aprì nel 1947. Venezia è la più antica come istituzione e la più recente come sede: il casinò municipale si insediò a Ca’ Vendramin Calergi nel Novecento, ereditando il nome di una tradizione cominciata nel 1638.
Campione è anche l’unica delle quattro che ha chiuso in tempi recenti: la società di gestione fallì nel 2018, la casa da gioco restò chiusa e riaprì nel 2022. È il promemoria più concreto che una casa da gioco non è eterna, nemmeno quando è di proprietà pubblica.
Che cosa si fa con una storia «segreta»
Il metodo vale oltre questa pagina. Una storia sul gioco si verifica in tre passaggi: cercare una data (un’apertura, una legge, una chiusura), cercare un documento che la contenga (una delibera, un atto, un catalogo museale) e chiedersi chi ci guadagna se la storia circola. Le leggende sul gioco quasi sempre raccontano vincite impossibili o rovine spettacolari: entrambe le versioni rendono il gioco più interessante di quanto sia, e la seconda non meno della prima.
Per le date e gli edifici, la fonte migliore sono gli archivi comunali e i cataloghi dei musei; per le vicende societarie recenti, i registri delle imprese. Nessuna delle due richiede un abbonamento, e nessuna delle due racconta fantasmi.
Domande e Risposte
Qual è la storia più antica di un casinò in Italia? Il Casinò di Venezia, fondato nel 1638, è il più antico al mondo e nasconde segreti di nobili e intrighi.
Come la storia influenza il gambling moderno in Italia? Le tradizioni storiche modellano le regole attuali, rendendo il gioco un mix di passione e regolamentazione.
Esistono fatti insoliti legati a celebrità italiane? Sì, come Giacomo Casanova che usava i casinò per le sue avventure amorose e politiche.
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Molti di questi episodi, dal fantasma del Ridotto alle partite clandestine di regine e nobili, hanno finito per ispirare direttamente il grande schermo: lo racconta bene il nostro articolo su Il Casinò nel Cinema Italiano: Emozioni e Passioni dai Film, dove scopri quanto la finzione debba alla storia vera.
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